Parliamo adesso, brevemente, dell'uso e della manifattura della pectina. La pectina è l'addensante di elezione per la produzione di marmellate e gelatine. La parte degli agrumi più ricca di pectina è l'albedo, ma anche i cores ne sono molto ricchi. La pectina può esser prodotta sia a partire da scorze fresche sia da scorze preventivamente essiccate anche se in questo caso il potere gelificante è, in media, di 30 punti inferiore a causa delle temperature di essiccazione. Le scorze vengono inizialmente spezzettate utilizzando un mulino a martelli e quindi sottoposte a lavaggio in controcorrente per allontanare i solidi solubili. Per la qualità della pectina è molto importante il dimensionamento dell'impianto di lavaggio rispetto alla disponibilità di scorze fresche dalla linea di estrazione per evitare che tempi di attesa prolungati provochino, per l'azione degli enzimi naturali, la degradazione delle sostanze pectiche.
Il
sistema di lavaggio in controcorrente è di solito a tre o quattro stadi ognuno
dei quali è seguito dalla separazione meccanica della massima quantità di
liquidi possibile. Dopo l'ultimo stadio di lavaggio le scorze vengono pressate,
di solito con una pressa idraulica, e inviate all'essiccatore rotativo, meglio
se un "triple pass ", oppure, se la produzione di pectina avviene in
linea, vengono riumidificate con acqua pulita. Lo stadio successivo è quello
dell'estrazione della pectina; le scorze secche vengono addizionate di acqua in
rapporto da 40:1 a 70:1 e inviate al tank di estrazione che è equipaggiato di
agitatore e di sistema di riscaldamento a serpentina o a vapore diretto. I
fattori più importanti per una corretta estrazione della pectina della migliore
qualità possibile sono il pH, il tempo e la temperatura. Per l'estrazione della
pectina si utilizzano pH da 1,5 a 2,5 , tempi da 30 a 60 min. e temperature tra
80 e 100°C. Immediatamente dopo l'estrazione, si raffredda a circa 60°C e si
centrifuga per separare i solidi dal liquor pectico. Il centrifugato, che
contiene dallo 0,4 allo 0,7 % di pectina, viene decolorato e deodorato con
carbone attivo per circa 20 min. a 60°C. vengono, quindi, addizionati dei
coadiuvanti di filtrazione e il liquor viene filtrato su di un filtro precoat e,
di seguito, brillantato su di un filtro pressa. Il liquor viene, poi, inviato ad
un evaporatore sotto vuoto fino ad incrementare il contenuto pectico al 3 - 5 %
; il prodotto concentrato viene neutralizzato con carbonato di sodio o ammoniaca
fino a un pH di circa 4,2. La pectina viene, quindi, precipitata per l'aggiunta
di sali di alluminio oppure di alcool isopropilico. Si deve ricordare, infatti,
che la pectina è un colloide liofilo con carica negativa e senza punto
isoelettrico; è quindi molto più importante la sua idratazione piuttosto che
la sua carica quindi un agente disidratante quale un alcool provoca la sua
coagulazione. Per la precipitazione con alcool si miscelano 2 volumi di alcool
con 1 volume di liquor pectico concentrato e si lascia in agitazione; si drena
il precipitato, lo si lava con alcool al 70 % e lo si pressa. Il lavaggio finale
si esegue con alcool al 99 % per aiutare la disidratazione completa della
pectina che viene, quindi, pressata nuovamente. Dopo ogni pressione il
precipitato viene macinato ed, infine, essiccato sotto vuoto ad una temperatura
non superiore ai 60°C. L'alcool utilizzato viene recuperato per distillazione.
Nel caso della precipitazione con sali di alluminio, i sali vengono aggiunti al
liquor pectico concentrato e si verifica la coagulazione della pectina carica
negativamente per la carica positiva dell'idrossido di alluminio colloidale; si
forma un pectinato di alluminio che flotta alla superficie. Una vigorosa
agitazione, o un'iniezione di aria compressa attraverso la soluzione, provoca la
precipitazione; il liquido madre viene drenato ed il precipitato viene lavato
con acqua fredda per rimuovere le sostanze non pectiche. Dopo pressatura, la
torta di pectina viene macinata e lavata con alcool isopropilico acidificato (pH
1,0) per eliminare l'alluminio. Seguono alcuni risciaqui per eliminare l'eccesso
di acidi e viene eseguito il lavaggio finale con alcool a pH 4,0 per aggiunta di
idrato sodico. La pectina pressata viene quindi essiccata sotto vuoto. Prima di
esaurire la discussione sulle sostanze pectiche, desideriamo accennare a
qualcuno dei sistemi che consentono di produrre pectina a basso metossile, la
più richiesta per il suo potere gelificante. L'idrolisi dei gruppi metilesteri
può essere provocata da una acidificazione più spinta nel processo iniziale di
produzione, si lavora, cioè, a pH tra 0,5 e 1,5 per un maggior periodo di
tempo, a temperatura non superiore ai 50°C. Oppure essa può essere ottenuta
per deesterificazione enzimatica anche se questo sistema necessita di un
trattamento termico per la inattivazione dell'enzima per fermare la reazione. Un
terzo sistema utilizza ammoniaca acquosa. In questo caso il liquor pectico
concentrato viene portato a pH 10 con ammoniaca e raffreddato a circa 10°C per
il tempo necessario ad ottenere il contenuto metossilico desiderato. Si
riacidifica a pH 4,0 e si prosegue come già descritto.

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